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Nei sogni che facevo da bambino vivevo la mia vita come un re, avevo giorni pieni di sole, non c'era mai dolore.Vincero, perdero luci ed ombre io avro ma da solo dovro continuare.Vincero, perdero la mia strada ora.Vincero, perdero ma da solo.Vincero, perdero la mia..
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Fontana tre tagli


Stai tranquillo, te ne preparo una espressamente per te e la prenderai una prossima volta che samsung galaxy grande neo prezzo verrai a trovarmi.
Finalità del trattamento dei dati personali.Parole che suonano quasi come profetiche.A Butterfly Dream, 2016).Che io conoscevo bene perché era unartista molto attiva (e bravissima) ed era stata (o era?) la fidanzata di Piero Manzoni.Ho raccontato già la storia di un suo teatrino, che aveva appena realizzato a Foligno e che mi regalò per aiutarmi a pagare laffitto quando a Roma riuscii ad avere un appartamento in cambio di opere.Lucio Fontana in una foto del 1962.Era molto buono, mi confermò Alberto, ad avercene.E almeno due volte vidi uscire delle ragazze un po scarmigliate e con il rossetto un disfatto con un quadretto sotto braccio.Già il 14 marzo Salvini, dopo un colloquio telefonico con Di Maio, aveva aperto a un taglio dei vitalizi e delle spese inutili: sarà una "nostra priorità aveva promesso il leader della Lega.Musée dArt moderne de la Ville de Paris.Le sperimentazioni di Lucio Fontana con i neon e la luce nera, come vedremo nella prossima puntata (17 luglio) apriranno la strada a quella che sarà la Light Art degli anni Sessanta e alla ricerca di artisti come Bruce Nauman, Dan Flavin e Keith Sonnier.Lucio Fontana (a destra) con Carlo Cardazzo.Lo copriamo con pellicola c meglio ancora lo mettiamo nel sottovuoto e lo lasciamo in frigorifero fino offerte di cellulari con tim al momento di usarlo. .Noi eravamo buoni amici sì, anche se poi non ci frequentammo molto, perché io abitavo a Roma (a casa di Gino Marotta appunto) e lui a Milano.
Al punto che, in presenza di una critica disattenta, Munari è stato spesso costretto a raccontarsi in prima persona, per esempio nel volume.
Apprezzava sì i ristoranti e le donne eleganti di Milano, ma non disdegnava le trattorie o le cucine povere e le belle ragazze formose e semplici.




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Jeffrey Schnapp (MetaLab Harvard) analizza quello che viene definito il teatro della pagina di Munari.

Gli specchi accelerano il processo di raddoppiamento introducendo il tema della vanitas che da sempre caratterizza il rapporto dellartista con la città (si pensi alle capuzzelle del 2002, trecentotrentatré teschi in ghisa che affioravano dal pavimento di Piazza Plebiscito, riproposti poi in altra forma installativa.
E ridendo me lo firmò con dedica.
Io riconosco che lopera è mia ma non la firmo.


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